Giovedì Santo, nel Cilento tra ‘germogli di grano’ e antiche memorie

Giovedì Santo, nel Cilento tra ‘germogli di grano’ e antiche memorie

Giovedì Santo è il primo giorno del triduo pasquale. Nelle parrocchie si allestisce il Sepolcro e dopo la celebrazione l’altare è spogliato (anticamente tutta la chiesa veniva denudata). Ad ornare l’Altare della Reposizione, invece, dove è custodito il Corpo di Cristo, si trovano i caratteristici ‘germogli di grano’, tradizionali composizioni realizzate con il frumento. Inizia da qui, con il triduo pasquale, l’immenso patrimonio culturale che, il Cilento, da secoli custodisce tra le sue più intense pagine di storia.

(Quest’anno i Sepolcri non saranno adornati con le caratteristiche composizioni di grano per il difficile momento che attraversa l’Italia e il mondo intero: una tradizione che insiste da secoli considerato il grande valore simbolico che il frumento custodisce. E’ la vita che rinasce e, mai come in questo momento, confidiamo nella rinascita: saremo più forti di prima…)

Giovedì Santo: i germogli di grano

Per antica tradizione gli Altari della Reposizione sono adornati con i ‘germogli di grano’. È usanza piuttosto diffusa nell’intero Meridione. All’inizio della Quaresima risiedono i primi giorni utili in cui i chicchi di grano sono messi a dimora. In tal modo saranno pronti per il Giovedì Santo. In passato – ed in parte ancora oggi – al frumento si accostavano alcuni legumi come lenticchie e fagioli. Tuttavia la consuetudine, pur abbracciando l’intero territorio del Cilento (in riferimento specialmente al perimetro storico) mostra delle diversità sia nei tempi sia nei modi. In alcune realtà la messa a dimora dei semi avviene in tempi decisamente più ristretti rispetto ad altri. Ne conseguirà un diverso groviglio di filamenti bianchi e candidi, poiché nella fase della crescita vengono posti al riparo da fonti di luce. Disposti ai piedi dell’Altare rievocano il Sepolcro di Cristo. La loro funzione cessa con la vegli a pasquale.

germogli di grano per allestire il Sepolcro
germogli di grano decorati (foto Giuseppe Conte)

La preparazione dei germogli di grano

I germogli di grano si preparano durante la Quaresima. Generalmente la preparazione ha inizio poco dopo il martedì grasso fino a trenta giorni prima della Pasqua. Una tradizione ormai consolidata, ma non troppo antica, prevede la benedizione dei chicchi di grano il Mercoledì delle Ceneri. Il frumento sarà messo a dimora la domenica successiva o, qualche giorno dopo. Chi utilizza lenticchie e legumi, può variare i tempi di preparazione. In base all’esperienza poi, ci si regalo per la buona riuscita. I semi vengono adagiati su del cotone imbevuto d’acqua e posto in un recipiente di grandezza tale da poterli contenere. Si coprono nuovamente con uno strato di cotone imbevuto e, a distanza di qualche giorno si annaffiano delicatamente, senza far stagnare l’acqua sul fondo. Posto in un luogo asciutto e non esposto alla luce, si continua fino al Giovedì Santo, quando i germogli saranno ormai bianchi e sporgenti.

germogli di grano per allestire il Sepolcro del Giovedì Santo
germogli di grano decorati (foto Giuseppe Conte)

Giovedì Santo: nel Cilento l’eco di antiche tradizioni

La prassi di offrire ristoro ai più bisognosi della comunità, è stata incanalata anche nel contesto delle tradizione e risulta essere una pratica consolidata soprattutto nel XVIII secolo, e sfiorita tra la fine del secolo successivo e gli inizi del XX. Probabilmente ora se ne conserva labile memoria soltanto tra i racconti dei più anziani. Eppure è forse stato il modo espressivo con cui si testimoniava il rispetto e la devozione verso Gesù, attraverso opere volte alla sociale assistenza dei più bisognosi. Le bene note congree del Cilento, fondano la loro origine proprio su questi canoni. Il Giovedì Santo, invece, si consumava la ‘cena dei poveri’, vale a dire: si offriva ristoro ai meno abbienti. Ciò accadeva in diverse comunità anche del Cilento, tra cui Magliano e Capizzo. Si emulava così, quella cena del Signore simbolo di accoglienza. È facile immaginare come tra i piatti fosse proposto proprio il grano.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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