Ostigliano, le memorie di Santa Sofia: un culto scomparso?

Ostigliano, le memorie di Santa Sofia: un culto scomparso?

Ostigliano (Perito) mostra la sua devozione alla Madonna, al patrono San Giovanni ed ai Santi Antonio, Rocco e Vito. E Santa Sofia?

Santa Sofia nel contesto storico-religioso di Ostigliano

Osservando la situazione attuale, è facile intuire come ad Ostigliano non sia percettibile il culto di Santa Sofia, se non tramite un’analisi più puntuale. E a giusta ragione, aggiungerei, considerato che, nemmeno in passato, almeno ad una prima indagine, colei che tra l’altro è considerata protettrice da malattie contagiose, non vanta alcuna importanza nel panorama storico-religioso del paese. Tuttavia, proprio per il suo essere protettrice dalle malattie contagiose, può essere più che accettabile la sua vicinanza a San Rocco. Ed ecco che i due culti si incontrano. Il culto del Santo da Montpellier ad Ostigliano, infatti, probabilmente nemmeno è molto antico; potrebbe risalire tanto al XVII secolo quanto a quelli immediatamente successivi. E in effetti, San Rocco e Santa Sofia risultano i meno documentati e completamente assenti nelle fonti anteriori alla seconda metà del 1800. Solo sul finire del XIX secolo si riscontrano alcune note sulla loro presenza in loco.

Ostigliano, piazza Santa Sofia

Le toponomastica

Di Santa Sofia, fino alla prima metà del secolo scorso, non è chiaro se si conservava una tela o una piccola statua. Di sicuro non si hanno più riscontri della martire romana a partire dagli anni ‘50 del XX secolo e il perché potrebbe essere semplicemente racchiuso nello stato di conservazione dell’icona. Siamo certi, però, che la stessa affiancava la statua di San Rocco tutt’ora presente nella cappella che ne porta il nome. La chiesetta, di modeste dimensioni, è posta in cima alla via che, oggigiorno, reca il nome di San Rocco, mentre in passato portava quello di Santa Sofia, come testimonia la toponomastica ancora visibile tracciata sulle pareti perimetrali del vecchio palazzo marchesale. In tempi non molto lontani muta l’onomastica cittadina in memoria di Santa Sofia, ma solo relativamente alla via. La piazza sottostante, invece, mantiene la sua antica denominazione e ancora oggi si chiama Piazza Santa Sofia.

Ostigliano, toponomastica
Ostigliano, toponomastica (foto Giuseppe Conte)

Santa Sofia come pretesto socio-economico

Storicamente l’unica piazza del paese è nella parte bassa dell’abitato; porta il nome di Santa Sofia e si distingue per essere punto di congiunzione delle principali arterie viarie esistite in passato. Non a caso, il sedile in pietra posto sul lato meridionale della cappella di Santa Maria situata a poca distanza dalla piazza, un tempo era scenario delle adunanze popolari. Qui, infatti, si tenevano le riunioni più importanti della vita amministrativa di Ostigliano prima che l’autonomia venisse rimossa con l’istituzione del Comune di Orria e successivamente di quello di Perito, diventandone via via frazione. Vi convergono, oltre a diversi rami secondari: Via Serrotala, che accede in piazza passando sotto un’antica ‘volta in pietra’, la già citata Via San Rocco e Via Piedicasale (oggi rinominata). La stradina che proveniva dal ‘Casaletto’ è ora ostruita da un muro e le discese ai campi non sono più integralmente tracciate e percorribili.

Ostigliano, cappella di San Rocco
Ostigliano, cappella di San Rocco (foto Giuseppe Conte)

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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