Cardile, San Rocco a dicembre nelle memorie di una ricorrenza votiva

Cardile, San Rocco a dicembre nelle memorie di una ricorrenza votiva

CARDILE (GIOI, SA), 29-12-2020. San Rocco vanta una grande devozione soprattutto a partire dal Medioevo quando diventa il Santo più invocato contro la peste. Egli stesso fu colpito dal morbo. E proprio questa condizione di fragilità fa si che la sua figura diventi baluardo di protezione contro le epidemie. Nel corso dei secoli, inoltre, accresce la sua notorietà tanto da diventare un riferimento spirituale molto importante, special modo nelle piccole comunità, dove la fede cristiana si è rafforzata e mantenuta viva nel tempo.

San Rocco nel Cilento

Attenzionando le realtà che oggi compongono il Cilento è facile accomunare i culti presenti nei paesi della zona. Uno dei più rilevanti riguarda sicuramente proprio la figura di San Rocco, quel Santo fortemente voluto in queste terre ponendosi sotto la sua protezione. In effetti in pochi altri casi la devozione dei cilentani si manifesta in modo così marcato. La presenza di San Rocco è praticamente diffusa quasi in tutti gli antichi casali che sono sorti durante il Medioevo. Testimonianza indiscussa è custodita nelle architetture, spesso campestri o marginali rispetto ai centri urbani, rispecchiando inequivocabilmente la volontà di porre sotto la sua protezione l’intera comunità.

Caridle, panorama del paese
Cardile (foto Angelo d’Elia)

Baluardi di protezione

L’usanza di edificare un piccolo sacello alle porte del paese ha una genesi remota. Probabilmente erano i limiti invalicabili per le epidemia dal punto di vista spirituale, mentre certamente designavano i luoghi in cui potevano confinarsi coloro che sfortunatamente avevano incontrato la malattia. La chiesetta che a Cardile è dedicata a San Rocco era posta proprio agli inizi del paese, confermando la consuetudine seicentesca ben rappresentata in tutto il Cilento. E’ stata costruita proprio nella seconda metà del XVII secolo in occasione della triste e nota peste che colpì duramente il Meridione d’Italia. Si tratta di una testimonianza che appare subito ben salda nelle radici identitarie della comunità favorendo il tramando di una storia ormai secolare che riflette quella magna devozione che da sempre ha contraddistinto le piccole realtà.

San Rocco a Cardile
San Rocco (foto Angelo D’Elia)

Cardile, la festività di San Rocco

Se a San Rocco ci si affida per le grandi calamità, non va dimenticato che il suo intervento è provvidenziale anche per la buona riuscita del raccolto, scongiurando le carestie. L’autunno è iniziato quando in ricordo di un’annata particolarmente abbondante per la produzione delle castagne, la statua uscì in processione. Era la terza domenica di ottobre. Per l’occasione i racconti popolari restituiscono San Rocco re li vaddani. Vi è poi il 16 agosto quando è celebrato da tutte le chiese. Significativa e meritevole di menzione è, invece, la ricorrenza invernale. Tra la fine del XIX secolo e la prima metà del successivo Cardile chiede l’intercessione in più occasioni per salvare i bambini. La tradizione vuole che dapprima fu invocato per proteggerli dal vaiolo e in seguito da un male che colpiva i denti. Così, a perenne ricordo, il 29 dicembre fu nuovamente istituita una memoria votiva.

Giuseppe Conte

Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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