Le Ceneri, memorie di riti antichi fra modernità e tradizione

Le Ceneri, memorie di riti antichi fra modernità e tradizione

Con il ‘Mercoledì delle Ceneri’ ha inizio la Quaresima, il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua. Popolarmente questo giorno viene semplicemente chiamato ‘le Ceneri’, nome che trae origine dall’antico rituale liturgico che caratterizza le funzioni religiose, durante il quale il sacerdote sparge un pizzo di ‘cenere’ sulla fronte dei devoti. La ‘cenere’ si ottiene dai rami d’ulivo benedetti l’anno procedente in occasione delle ‘Palme’.

Il ‘Mercoledì delle Ceneri’

Quando si parla di Quaresima ci si riferisce ai quaranta giorni che precedono la Pasqua: ha inizio con il ‘Mercoledì delle Ceneri’, ovvero con il giorno che segue il ‘Martedì grasso’, ultimo dedicato alle celebrazioni e alle feste legate al Carnevale. Attraverso l’interpretazione religiosa e popolare, il nome si assottiglia nella semplicità dell’espressione in ‘le Ceneri’ in riferimento al rito praticato durante le funzioni in Chiesa quando il sacerdote sparge un pizzico di ‘cenere’ sul capo dei devoti. Si tratta di una ricorrenza che funge da spartiacque fra due realtà per molti versi opposte. Anzitutto segna, come anticipato, l’inizio della Quaresima. Da un punto di vista antropologico e sociale, invece, evoca il confine immaginario fra la sfera religiosa e quella legata al mondo contadino. Inoltre, separando il Carnevale dal periodo che precede la Pasqua, porta la mente a quei riti ormai lontani che hanno caratterizzato la quotidianità del Cilento.

Le Ceneri, sementi e semenzai

La benedizione delle sementi sembra spianare la via per raccontare questa vecchia pratica. Si tratta di un’usanza che è stata molto diffusa fra le comunità del Cilento, ma che con l’avvento della modernità ha perso quasi totalmente i suoi significati. Vi è stato un tempo in cui si accorreva alla celebrazione del Mercoledì delle Ceneri per assicurarsi la benevolenza divina. La stagione della semina del grano è ormai passata, ma l’essenza e il significato che racchiude il frumento non teme ‘il tempo’. Così i chicchi erano posti in piccoli contenitori di vimini nell’attesa che il sacerdote imponesse su di loro le su mani e tramite le quali giungesse lo ‘Spirito’. Una parte veniva concessa come foraggio ai volatili da cortile affinché la protezione celeste si estendesse su tutto l’ambiente domestico e assicurasse prosperità. Oggi la ritualità si riduce alla benedizione dei chicchi che saranno messi a dimora per i ‘Sepolcri’.

germogli di grano per allestire il Sepolcro del Giovedì Santo
germogli di grano decorati (foto Giuseppe Conte)

Le Ceneri, l’inizio della Quaresima

Al giorno comunemente noto come ‘Le Ceneri’ si possono ascrivere numerose tradizioni. Di certo la più rappresentativa è proprio quella legata al ciclo agreste. Per tradizione, infatti, in tal modo si mettono a dimora le sementi affinché germoglieranno per dare nuove piantine. Tuttavia dipende dalle condizioni climatiche. E’, dunque, immaginabile come vi sia la consapevolezza che, più che un atto dovuto, sia un atto voluto per rispettare la tradizione per l’appunto. Vi è poi la consuetudine di realizzare Quarajesima. Si tratta di un fantoccio di pezza che penzolante indica proprio l’inizio della Quaresima e terrà compagnia per tutta la durata del periodo che intercorre fra il carnevale e al Pasqua. In minute realtà, poi, si ripetono altre usanze, talvolta sopravvissute nonostante i profondi mutamenti storico-sociali. Rimane la memoria di un tempo che oggi ci appare forse arcaico ma che in realtà rivela la vera essenza della vita quotidiana.

Giuseppe Conte

Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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