San Bartolomeo, a Pellare una grande storia di fede e devozione

San Bartolomeo, a Pellare una grande storia di fede e devozione

Il legame tra Pellare e San Bartolomeo è percettibile nella straordinaria affezione che trasuda dalla benevolenza degli abitanti del paese. Un forte attaccamento si tramanda da secoli resistendo in modo disarmante allo scorrere del tempo.

Pellare e Moio: storia civile e religiosa

Pellare, insieme a Moio, si distende sui fianchi della Civitella, una modesta altura sulla quale fiorì in tempi remoti un avamposto difensivo di Elea. I resti archeologici di antiche mura ricordano la notevole importanza che ebbe questo luogo. Si tratta certamente di un centro fortificato che aveva il compito di proteggere il territorio circostante. Le prime notizie di Pellare risalgono alla fine del XII secolo e, accettabilmente, il paese ha condiviso tante pagine della sua storia con il capoluogo: Moio della Civitella. Oggi i due paesi fanno parte di quel territorio ampiamente riconosciuto come Cilento. Tuttavia, la vallata sottostante, che discende dai piedi del Monte Gelbison, evoca senza dubbio alcuno l’appartenenza storica alla Lucania. Moio e Pellare, che presentano due abitati compatti e molto vicini tra loro, mostrano da sempre una magna devozione verso i loro rispettivi patroni. Moio si affida a Santa Veneranda, mentre Pellare a San Bartolomeo.

San Bartolomeo, Pellare (Cilento)
San Bartolomeo, Pellare (foto G. Palladino)

Pellare e San Bartolomeo

Il primo nucleo abitato di Pellare si sviluppò probabilmente intorno ad una piccola cappella dedicata a San Bartolomeo, quella che successivamente diventerà l’antica parrocchia del paese. La storia religiosa di questo luogo, però, si addensa anche tra le mura della chiesetta di San Francesco, edificata contestualmente all’omonimo convento che avvenne nei primi anni del Seicento. Decisamente più moderna, invece, è la storia della nuova chiesa che si trova sulla via principale del paese, sempre dedicata a San Bartolomeo, quell’Apostolo a cui la popolazione è molto affezionata.

La festività

Il 25 agosto, una lunga e partecipata processione, a cui prendono parte anche le statue dei Santi presenti nella chiesa di San Francesco, scandisce la grande devozione che i pellaresi riservano a San Bartolomeo. Dando, invece, uno sguardo all’Ottocento va ricordata la celebrazione del 16 dicembre istituita in seguito al 1857 quando un violento terremoto colpì la Basilicata. Il sisma causò notevoli danni soprattutto nei luoghi prossimi all’epicentro che fu localizzato a Montemurro. La potenza della scossa, però, raggiunse pure la provincia di Salerno, facendo tremare anche il territorio oggi ascritto come Cilento. Pellare, probabilmente, come altre comunità vicine, fu uno di quei paesi che non contò vittime. La risposta della popolazione non si fece attendere mostrandosi fin da subito come un rafforzamento di fede verso quel Santo patrono già tanto amato. A perenne memoria, ancora oggi, il 16 dicembre si celebra la Messa in onore di San Bartolomeo.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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