Santa Caterina, tracce storiche nel Cilento: i casi di Prignano e Perito

Santa Caterina, tracce storiche nel Cilento: i casi di Prignano e Perito

Il 25 novembre ricorre la festività di Santa Caterina d’Alessandria. In passato è stata una ricorrenza molto partecipata. Nel corso della prima parte del XX secolo, però, il culto verso la giovane martire ha subito un forte ridimensionamento. Tuttavia la devozione ha comunque superato le soglie del nuovo millennio e ancora oggi insiste nel panorama culturale del Cilento.

Santa Caterina

Nel cuore dell’autunno si celebra un’importante ricorrenza cristiana: il 25 novembre si ricorda, infatti, Santa Caterina d’Alessandria o del Monte Sinai. Non si conosce con esattezza l’anno della sua nascita e le notizie sulla sua vita sono poche e piuttosto scarne. Ciò ha contribuito nel corso dei secoli ad alimentare dibattiti che, talvolta, hanno messo indubbio la stessa esistenza della giovane martire. Secondo la leggenda, la fanciulla, con la sua grande bellezza colpì lo sguardo dell’imperatore. Santa Caterina, di buona cultura e di origini nobili, riuscì a far convertire al cristianesimo diversi retori che per punizione subirono la persecuzione dell’imperatore. Inoltre la giovane non avendo accolto l’invito dell’imperatore a diventare sua sposa fu condannata alla ruota dentata che però si ruppe e per questo fu decapitata. Da qui, probabilmente, l’usanza di dire ‘perdere la testa come Santa Caterina’.

Santa Caterina nel Cilento

Il culto della giovane martire è fra i più rappresentativi nel panorama cristiano ed è fra quelli maggiormente diffusi nel Cilento. Proprio la sua capillare presenza impedisce di tracciare un quadro completo dei luoghi. Ciò è anche dovuto a un forte ridimensionamento delle tradizioni che ha interessato lo scorso secolo pur rimanendo vivo nella devozione e soprattutto nelle memorie che conservano importanti testimonianze. La toponomastica interessa in modo quasi generalizzato tutto il Cilento in cui riaffiorano antiche architetture che ne hanno suggellato la presenza.

La diffusione del culto

Dai paesi orbitanti intorno al massiccio conico del Monte della Stella a quelli che si affacciano sulla valle dell’Alento, il culto di Santa Caterina probabilmente lo ritroviamo senza soluzione di continuità. Un esempio esplicativo viene proprio dalle colline che fanno da sponda al bacino del fiume. L’area interessa i comuni di Perito e Prignano che insieme alle loro frazioni custodiscono importanti esempi della venerazione per Santa Caterina.

Perito, chiesa di Santa Caterina
Perito, chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Il culto nei territori di Prignano e Perito

A poca distanza da Prignano si trova Melito. Secondo alcuni studi trae il nome dall’abbondanza di piante di melo e in origine era noto come Casalis Maleti. Il tessuto urbano si è sviluppato intorno alla chiesetta di Santa Caterina. La cappella, probabilmente di origine tardomedievale, è certamente esistente già nei primi anni del Cinquecento. Di Perito, invece, non si ha certezza sull’origine toponomastica, ma certamente mantiene viva una lunga tradizione legata a Santa Caterina. L’omonima chiesa si trova fuori dall’abitato moderno, nel posto in cui secondo la leggenda un tempo sorgeva il paese: popolarmente è Santa Caterina re li chiani, la cui chiesa è stata di recente restaurata: apprezzabili lavori di rifacimento hanno ridato splendore alle vetuste architetture. Sulla collina difronte poi si adagia Ostigliano. Anche qui il culto appartiene alla storia del posto almeno a partire dal XVI secolo.

Osservazioni onomastiche

Al di là della concentrazione devozionale nei dintorni di questa ampia ansa dell’Alento, è curioso osservare come le due municipalità conservino le medesime origini onomastiche che sembrano quasi intrecciarsi tra loro. Prignano, capoluogo del primo, e Ostigliano, frazione del secondo, nella loro etimologia rivelerebbero una chiara derivazione prediale; Perito, invece, insieme alla frazione di Prignano, Melito, evocano la naturale vocazione del territorio nel passato, facendo riferimento a specie arboree originando i fitonimi Melito e Perito.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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