Cilento, il ruolo culturale e sociale delle congree del Monte Stella

Cilento, il ruolo culturale e sociale delle congree del Monte Stella

Il Venerdì Santo non suonano le campane, ma alle pendici del Monte Stella le parrocchie accolgono le congree che si alternano per omaggiare il Sepolcro di Cristo. Un rito che si ripete da tempo e che testimonia l’appartenenza storica al Cilento di una realtà culturale carica di significato. Le congree rappresentano la massima espressività delle tradizioni locali.

(Le tradizioni di questo periodo sono giustamente sospese per il difficile momento che sta attraversando l’Italia e il mondo intero: mi piace comunque ricordarle augurandoci un presto ritorno ad una serena quotidianità)

Le congree nel Cilento

Le confraternite hanno un’origine antica, nate con fini diversi rispetto alle condizioni attuali. Solo a partire dal Medioevo mutano nelle forme, pur rimanendo, per certi versi, legate ai loro principi primitivi. Sarebbe facile, ma poco esaustivo affermare che le confraternite che in Cilento assumono il ruolo di ‘congree’, siano espressione degli stessi canoni maturati nei secoli addietro, ma così non è, o almeno non è possibile accettarlo del tutto, motivo per il quale bisogna soffermarsi su questo punto almeno per chiarirne gli aspetti più rappresentativi. Da un altro punto di vista, invece, apparentemente, considerata la profonda radicalizzazione delle congree cilentane al territorio, sarebbe accettabile ricollegarle a quelle confraternite che portano l’eredità acquisita in epoca medioevale. Sulla base dei buoni propositi cristiani, nascono con l’intendo di promuovere l’assistenza e la carità. Ciò è facilmente deducibile anche nella titolazione di alcune di loro, anche se nate in periodi diversi.

tramonto sul Monte Stella
tramonto sul Monte Stella (foto Giuseppe Conte)

Le congree del Monte Stella

Storicamente le congree censite nell’area del Monte Stella sono circa una trentina. La loro appartenenza corrisponde ad altrettante parrocchie situate nei diversi centri che fanno da corona al massiccio conico dell’antico ‘Monte Cilento’. In passato, ogni paese, anche il più piccolo, probabilmente vantava la propria confraternita. Ragioni diverse, capeggiate dal forte calo demografico e dalla conseguenziale contrazione dei confratelli iscritti, hanno determinato negli anni la scomparsa di alcune. Altre, invece, sono state assorbite da quelle vicine, al fine di evitare la soppressione di una nobile tradizione ben radicata nella cultura del Cilento. Le congree o congreghe, dunque, appartengono alla storia di questa terra: basti pensare che alcune di loro vantano una longevità secolare: le più antiche sono documentate fin dal XVI secolo. Le note storiche rintracciabili ne confermano l’esistenza, mentre risulta meno argomentata la loro nascita, ponendo, di fatto, la reale origine delle congree in dubbiose congetture.

Giovedì Santo, Altare della Reposizione
Altare della Reposizione allestito con i germogli di grano (foto Giuseppe Conte)

Le titolazioni

Da un punto di vista identificativo, si nota la predominanza della Madonna nelle titolazioni. Buona parte, infatti, porta il titolo del ‘SS. Rosario’, testimoniando, in alcuni casi, la loro nascita nella seconda metà del XVI secolo, avvalorando il culto della Vergine in riferimento alla Madonna della Vittoria, istituita per commemorare la vincita della Lega Santa sull’Impero Ottomano. In alcuni comuni vi sono addirittura più congree con la stessa titolazione, come a Montecorice e Ortodonico, oppure a Pollica e Celso. Sempre alla Madonna, ma in tono minore, si registrano alcuni casi propri (in relazione ai culti principali) soprattutto sul versante tirrenico del Monte Stella: ad Agnone la confraternita è consacrata alla Madonna del Carmine, mentre a Fornelli all’Immacolata. Ricordando la loro funzione originaria, invece, significative sono le titolazioni di Valle Cilento (Sessa) e San Giovanni (Stella), che conservano il nome di ‘Pio Monte dei Morti’.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

12 + nove =

error: Content is protected !!