Mbuttitelle, la ricchezza del Natale nel Cilento

Mbuttitelle, la ricchezza del Natale nel Cilento

Fino a pochi anni fa, i dolci natalizi, che oggi generalmente assumono varianti diverse nella forma e soprattutto nell’onomastica, erano le ‘lucerne’ (già mbuttitelle) per le sembianze di stella che ottengono durante la lavorazione. Bisogna volgere lo sguardo sul recente passato per comprenderne il significato e soprattutto per riscoprire quella affascinante consuetudine che accompagna i racconti dei nostri avi.

Mbuttitelle, la contestualizzazione socio-culturale

Se gli scauratieddi hanno un grande valore simbolico nel panorama culturale del Cilento, non da meno sono le ‘mbuttitelle. Anch’esse conservano un significato ancestrale. Espressione di una cultura fortemente ancorata ai sani valori, riecheggiano tra le note di una storia intensa. Una storia percettibile in modo significativo ancora oggi, pur subendo le influenze di una modernità che tende a soffocare in parte proprio quei valori di una volta, forse di un tempo ormai troppo lontano. Per fortuna le memorie continuano a tramandare l’essenza di questa ‘dolce tradizione’.

Mbutitelle, un nome che racchiude ‘il Cilento’

Il nome lascia facilmente intuire la consistenza di questo antico dolce: nel Cilento, infatti, il termine ‘mbuttone indica il ripieno. Ed è chiaramente un riferimento generico se si pensa alla diverse preparazioni che prevedono questo tipo di lavorazione. Anzi, più precisamente, se si tiene conto dei piatti che ‘contengono’ il ‘ripieno’ per l’appunto. Tuttavia, sviscerando in modo incisivo l’entità culturale di questa terra attraverso la sua cucina, ecco che la ‘mbuttitella diventa l’identificativo di un dolce tradizionale dall’origine remota. La sua notorietà è legata proprio al nome. Nel corso del tempo, ha subito notevoli mutamenti fino a perdere quasi completamente il suo significato originale. Eppure può considerarsi un dolce assolutamente straordinario. La sua nascita può vantare una genesi nobile che fa addirittura riferimento al Natale e in particolare alla nascita di Gesù.

Un dolce a forma di ‘stella’

Oggi si parla in modo molto approssimativo di pastorelle o pasticelle. Inoltre, anche e del tutto impropriamente, di ‘castagnacci’ tenendo in considerazione in modo superficiale la farcia che è composta principalmente da castagne. Fino agli ultimi anni dello scorso millennio non era difficile assaporare per Natale le ‘lucerne’: questo era il vecchio nome delle ‘mbuttitelle. La seconda parte della lavorazione di questo dolce prevede l’assemblamento della farcia all’interno della sfoglia. Con abilità ereditate dalle tradizioni passate, si modella l’impasto fino a restituire una forma che ricorda una stella, indicando la luce probabilmente come simbolo di Gesù che nasce.

Mbuttitelle, la ricetta

Farina, uova, strutto sono tra i pochi ingredienti necessari per preparare la sfoglia. Il ripieno, seppur sostanzioso, annovera le disponibilità della dispensa. Alle castagne oggi si associa il cioccolato. Un tempo, invece, la doclezza era data dal miele, che ora viene utilizzato per la leggera glassatura della parte esterna. Muovendosi tra le diverse realtà del territorio, poi, le sfaccettature della ricetta talvolta portano a situazione completamente opposte tra loro. Troviamo delle varianti in cui non sono presenti le castagne. A volte si aggiungono aromi secondo le usanze del posto. Lasciando volutamente un alone quasi di mistero sulla realizzazione ottimale del piatto, è il momento giusto per augurare a tutti un Buon Natale!

Giuseppe Conte

Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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