Sant’Elia nel Cilento, archeologia del paesaggio e toponomastica rurale

Sant’Elia nel Cilento, archeologia del paesaggio e toponomastica rurale

Sant’Elia nel Cilento trova riscontri storico-archeologici quasi millenari alle pendici del Monte Stella. In diverse zone dell’entroterra, invece, la presenza di Sant’Elia ha una genesi più moderna e si lega maggiormente alla sfera agro-pastorale emergendo nella toponomastica locale per l’importante patronato che investe la figura del Profeta: Sant’Elia, infatti, è invocato per scongiurare la siccità e chiederne l’intercessione per la caduta della pioggia.

Archeologia del paesaggio: Sant’Elia di Vetrano

In un antico documento risalente alla seconda metà del XII secolo si parla della chiesa di S. Elia esistita nel luogo chiamato lo Vetrano giacché la stessa viene indicata proprio come S. Elia di Vetrano. Questa località potrebbe collocarsi nel territorio di Perdifumo tra Camella ed altri insediamenti scomparsi seppur nel corso del tempo sono state riportare altre notizie che individuerebbero l’abitato nel quartiere Vetrali di Matonti uno dei casali che storicamente fa parte del paese. In realtà li Vetrali, a Laureana, non andrebbe confuso con il sito che si trovava nel circondario del vecchio monastero di Sant’Arcangelo di Perdifumo. In ogni caso è accettabile che la chiesa di S. Elia fosse il riferimento spirituale dell’antico villaggio poi scomparso.

Sant’Elia nella toponomastica rurale

Fino alla seconda metà del Novecento il toponimo Sant’Elia era piuttosto frequente soprattutto nella forma dialettale che si contrae in Santo Lio. La capillare diffusione è giustificata dall’importante patronato attribuito al Profeta il quale viene invocato contro la siccità e per la caduta della pioggia. Ed è forse proprio questo forte legame con la sfera agro-pastorale che ha favorito anche l’integrazione del culto seppur oggi appaia sporadico e poco significativo. Un esempio topografico arriva dalle campagne di Perito dove ancora si rileva l’omonima località nei pressi della contrada Isca Abate. Secondo le memorie dei più anziani un tempo vi era una piccola cappella o, più verosimilmente, un’edicola votiva edificata per volere dei contadini stessi in modo informale e per questo non censita tra i beni ecclesiastici del paese.

Perito, cartina degli anni '60 in cui si rileva la presenza della località Sant'Elia.
Perito, cartina degli anni ’60 in cui si rileva la presenza della località Sant’Elia.

Piano Vetrale

Il toponimo unico di Piano Vetrale ha una genesi molto recente; identifica il caratteristico paese cilentano soltanto a partire dagli anni ‘70 del XIX secolo. In precedenza, infatti, Piano e Vetrale erano due comunità distinte ognuna sotto la giurisdizione spirituale della propria parrocchia: rispettivamente Santa Sofia e Sant’Elia. Il nuovo assetto urbano dettato principalmente dalla vicinanza poderale delle due realtà e l’evoluzione socio-economica hanno determinato la fusione dei piccoli centri. Tuttavia l’accomunamento non ha influito sulla titolazione parrocchiale che da allora si presenta congiunta con il nome di Santa Sofia e Sant’Elia. Il 20 luglio si svolge la ricorrenza patronale e si tiene la caratteristica processione.

Giuseppe Conte

Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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