Palinuro, il cenotafio raccontato dal principe Antinolfi

Palinuro,  il cenotafio raccontato  dal principe Antinolfi

Nel fare memoria della nostra storia più lontana e anche di quella più vicina come sempre più spesso accade un pò a tutti, vogliamo quest’oggi, oltre a ricordare, la storia del nostro antico Casato che è anche storia del territorio che ci circonda e che rappresentiamo. L’occasione ci è offerta per ricordare la figura più importante generata dalla nostra terra e figura più importante anche ovviamente, della dinastia da cui ebbe origine, quella dei principi Atenolfo Antinolfi di Capua e Benevento tanti secoli fa e che in breve tempo estesero il loro dominio in un vastissimo territorio. I castelli che richiamano questo nome sono diffusi un pò ovunque, e testimoniano ancora oggi l’importanza che per diversi millenni ebbero e l’influenza che esercitarono. Storia comune perciò, unita dallo stesso filo conduttore di questo nome e di questa famiglia. Quinti, non è sempre facile scoprire luoghi interessanti, ricchi di storia e di cultura, ma il nostro sguardo attento riesce a cogliere le più piccole sfumature dove, celati dai maestosi ulivi Pisciottani, si trova un piccolo ed immenso tesoro. Appunto, nel Comune di Pisciotta (SA), frazione Caprioli, località Valle di Marco, vanta la presenza sul suo territorio di un ricordo storico legato direttamente al leggendario nocchiero di Enea, che dette il nome a capo Palinuro. Si tratta dell’interessante Cenotafio di Palinuro, ben conosciuto anche dai primi audaci viaggiatori del Gran Tour (uno dei quali, Franz Ludwig Catel, nel 1812 ne trasse l’acquaforte riprodotta in questo articolo) ed oggi purtroppo quasi dimenticato. Questo doveva essere il luogo in cui simbolicamente riposano le stanche membra di Palinuro. Sul sepolcro è ancora visibile il sigillo che nel 1930 pose la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Salerno, avendolo riconosciuto come reperto di notevole interesse storico. Situato in un punto di difficile accesso nei pressi del campeggio ” Costa del Mito “. Al momento però l’esigenza più urgente è quella di far sì che un bene così prezioso venga preservato dalle incurie del tempo e dell’uomo, che finora non sono stati benevoli nei suoi confronti. La storia di Palinuro potrebbe essere anche un punto di riferimento per il turismo internazionale, oltre che nazionale, il cui riferimento potrebbe essere proprio il Cenotafio di Palinuro. Oggi il mitico cenotafio, con i suoi resti erosi da vento e salsedine, domina ancora capo Palinuro come eterna memoria di pietra delle vicende descritte da Virgilio nell’Eneide e potrebbe ancora oggi ricordare sia le vecchie gesta che la nuova problematica dell’ emigrazione potrebbe rappresentare la vera storia dell’ emigrazione. Avventure dimenticate di antichi eroi e migranti proprio seguendo la rotta degli attuali e rischiosi viaggi della speranza. Ma Palinuro non si perse d’animo e raggiunse a nuoto la terra, un’altra similitudine con le intolleranze dei giorni nostri. Il principe Antinolfi si è interessato sia presso gli organi locali che la sovrintendenza di Salerno segnalando quanto sopra anche al Ministero dei Beni Culturali per poter rendere fruibili a tutti il cenotafio.

Ufficio stampa Casto Antinolfi

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