Ostigliano, la festività della Madonna: una centa pro populo come esternazione devozionale
La quarta domenica di agosto Ostigliano la dedicava alla festività della Madonna del Rito (successivamente di Loreto in seguito al trafugamento dell’antica immagine sostituita con il titolo di quest’ultima). dagli anni 80 la celebrazione si tiene il 18 agosto mantenendo immutata la tradizione: alle 5 del mattino dalla chiesa madre parte il solenne pellegrinaggio che si muove verso la cappella posta sulle rive del fiume.
La Madonna del Rito
Sulle rive della Jumarella, proprio nel punto in cui si innesta nel fiume Alento, circa 500 anni fa fu edificato un sacellum dedicato alla Madonna del Rito. Oggi restano alcuni ruderi poiché negli anni ’50 del Novecento fu costruita l’attuale cappella in seguito a smottamenti dovuti alle acque sottostanti. Il luogo, immerso nel paesaggio delle campagne di Ostigliano, è legato a racconti e leggende che ne hanno alimentato il carattere devozionale e misterioso. Accanto alla tradizione popolare, tuttavia, è ben evidente una matrice storica: in epoche passate, infatti, era consuetudine edificare piccoli sacelli e cappelle nei luoghi più ameni e significativi del territorio, affidandoli alla protezione della Vergine. Questi edifici sacri accompagnavano la vita delle comunità rurali e rappresentavano un riferimento spirituale per chi lavorava quotidianamente nei campi, allora densamente coltivati. La Madonna del Rito divenne così un’importante presenza religiosa per Ostigliano, legando la devozione mariana al paesaggio e alla memoria della comunità locale.
La centa
La centa è una delle espressioni più caratteristiche della devozione popolare campana e consiste in una struttura composta da candele votive, realizzata e offerta in occasione delle celebrazioni dedicate alla Vergine o ai santi. La sua origine è legata al rapporto profondo tra il fedele e la dimensione religiosa: può essere preparata per ringraziare per una grazia ricevuta, come segno di riconoscenza, oppure per chiedere protezione e intercessione. Le candele, unite in una composizione che può assumere forme e dimensioni diverse, rappresentano simbolicamente le preghiere e le intenzioni di chi le offre. La luce diventa così espressione della fede, della speranza e dell’affidamento alla Madonna. Ad Ostigliano questa antica pratica devozionale ha conosciuto una significativa ripresa: da tre anni, infatti, è stata nuovamente realizzata la “centa pro populo”, per volontà di alcuni fedeli del posto, che hanno scelto di restituire vita a questa tradizione della comunità.
La “centa pro populo” di Ostigliano
A Ostigliano, fino agli anni Settanta, la devozione alla Madonna del Rito trovava una delle sue espressioni più significative nella realizzazione della “centa pro populo”. Non era l’offerta votiva di una singola persona o di una famiglia, ma un gesto che coinvolgeva l’intera comunità, chiamata a partecipare collettivamente alla costruzione della grande struttura di candele. La centa diventava così il segno tangibile della devozione del paese alla Vergine, raccogliendo simbolicamente le preghiere, le speranze e i ringraziamenti di tutti. Il termine stesso, “pro populo”, sottolinea il carattere comunitario dell’offerta: la centa era realizzata per il popolo e a nome del popolo, come espressione di una fede condivisa. Intorno alla Madonna del Rito si rafforzava quindi il senso di appartenenza della comunità, attraverso una tradizione capace di unire dimensione religiosa e memoria collettiva. La sua scomparsa negli anni Settanta ha lasciato il ricordo di un’antica consuetudine, oggi preziosa testimonianza della cultura devozionale di Ostigliano.