Stio e San Pasquale Baylon: la festa dell’ultima domenica di agosto
Stio si trova laddove nasce l’Alento che ha le sue sorgive nei pressi di Gorga. Questo luogo ha una storia certamente millenaria e conserva tradizioni secolari. La festa di San Pasquale, che deriva da un culto introdotto alcuni secoli fa in paese, rappresenta l’apice della cristianità per la comunità locale.
Fede e devozione
Il patrimonio storico-religioso di Stio costituisce una testimonianza di straordinaria ricchezza, capace di restituire, attraverso architetture e luoghi di culto, la complessità della storia spirituale della comunità. Tra le testimonianze più significative spicca la chiesetta di Santa Maria della Croce, edificio dalla storia quasi certamente millenaria, la cui origine è ricondotta, in via ipotetica, alla presenza dei monaci basiliani. La cappella divenne un importante centro di devozione, anche grazie alla custodia di una reliquia della Santa Croce, attirando numerosi pellegrini. Proprio attorno a questo luogo sacro maturò la tradizione della Fiera della Croce, destinata a diventare uno dei più antichi e frequentati appuntamenti mercantili del Cilento. Altrettanto significativa è la cappella di Santa Sofia, la cui titolazione sembra evocare la persistente influenza della tradizione cristiana d’Oriente. Luogo di riferimento per la comunità, fu particolarmente venerato durante le epidemie di peste, quando la popolazione invocava con fervore l’intercessione della santa.
Stio, San Pasquale
La venerazione di San Pasquale Baylon conobbe a Stio una significativa intensificazione agli inizi del XVIII secolo, radicandosi progressivamente nella comunità. In origine, i fedeli potevano rivolgersi al santo ai piedi di un altare dell’antica chiesa parrocchiale, dove era custodita un’a sua un’immagine. La crescente devozione degli stiesi alimentò il desiderio di dotarsi anche di una statua, destinata inizialmente a rimanere nella vecchia parrocchiale e successivamente trasferita nella nuova chiesa. Secondo la tradizione, la statua giunse a Stio nell’ultima domenica di agosto: da allora questa data è divenuta il momento culminante delle celebrazioni, con l’istituzione ufficiale della ricorrenza risalente al 1730. Diversa era, in passato, la percezione della festa del 17 maggio, che fino agli inizi del Novecento conservò prevalentemente un carattere religioso. La devozione popolare trovava inoltre una suggestiva espressione nelle tradizionali centé, che ancora precedono la statua insieme a canestri di grano, simbolo di fede, gratitudine e prosperità.