Santa Lucia: fiere, tradizioni e una magna devozione

Santa Lucia: fiere, tradizioni e una magna devozione

Santa Lucia è una ricorrenza molto importante nel Cilento. La storia ci restituisce numerose pagine in cui è evidente un profondo legame. Ciò è dovuto alla credenza popolare che riconosce la giovane martire come patrona della vista. Special modo in passato, diverse fiere hanno preso vita proprio in occasione della festività. Ne resta particolare memoria tra le realtà del Cilento che oggi l’invocano come patrona, restituendo l’immagine di una grande devozione.

I luoghi e le memorie

Bisogna far tappa in diverse comunità per tracciare i segni della devozione a Santa Lucia nel Cilento. Ogni luogo assomma tra le pagine della sua storia l’eco di una antica tradizione. Molto suggestivo è il santuario rupestre situato sulle alture che fanno da corona all’abitato di Magliano Vetere. La festività si celebra in due occasioni: oltre al 13 dicembre, si ricorda, in modo votivo, la terza domenica di settembre. È il momento in cui, disposti in processione, i fedeli raggiungono il santuario in pellegrinaggio. A Sacco è stata di recente restaurata la cappella di Santa Lucia ed è stata ripristinata l’antica processione. A Laurino, la festività interessa storicamente il ‘rione Fontana’: si accendevano le ‘fanoje’. Dalla chiesa di ‘Ognissanti’ dipendeva l’antica confraternita che curava la ricorrenza. Devozione particolare anche a Monte Cicerale e Cannalonga. Tuttavia, la popolarità di Santa Lucia, rende la ricorrenza una festività appartenente a tutto il territorio.

Santa Lucia
Santa Lucia, Sacco (foto Lucia Cariello)

Santa Lucia ‘Cilento’

Sebbene i luoghi in cui Santa Lucia siano diversi nel Cilento, vi è un posto in particolare in cui la devozione è percettibile in modo straordinario. Bisogna raggiunge le pendici del Monte Stella e portarsi nel territorio di Sessa Cilento. Ai suoi piedi, adagiata sulla collina, sorge la piccola frazione che ne ha assunto anche il nome. Di conseguenza il paese ne evoca in modo inequivocabile l’appartenenza. La giovane Vergine, originaria della Sicilia, è patrona dell’antico casale. La festività si tiene a dicembre. Il giorno della ricorrenza numerosi fedeli raggiungono l’abitato dai paesi vicini. Al mattino si sussegue la celebrazione della Santa Messa. Culmine della festività, è la caratteristica processione. Poco prima dello scoccare di mezzogiorno si muove tra le vie del paese. I devoti accompagnano il corteo mostrando una sobria riconoscenza che insiste ormai da secoli.

Cappella di Santa Lucia, Monte Cicerale (SA)
Cappella di Santa Lucia, Monte Cicerale (foto Simone Gioia)

Tra fiere e mercati

La collocazione temporale a pochi giorni dal Natale unita alla forte devozione ha favorito la nascita e lo sviluppo di importanti fiere. Una delle più longeve è la ‘frecangola’ che si tiene a Cannalonga. Nasce proprio dalla festa di Santa Lucia. Fino al 1653 ne portava il nome e si svolgeva dal 4 al 13 dicembre. Meno nota è stata la fiera che il 12 dicembre anticipa la festività a Monte Cicerale. Ben più argomentata, invece, è la storia della fiera che interessava Santa Lucia Cilento. Di antica istituzione, dapprima si svolgeva in più giorni, quasi certamente il 12 e il 13. Rimane in vita fino alla seconda metà XIX secolo. In seguito, fu probabilmente interrotta favorendo la nascita di un nuovo mercato da tenersi a Sessa Cilento, capoluogo comunale, in occasione dell’Immacolata. Istituita la ‘fiera della Concezione’ è sospesa la fiera di Santa Lucia.

Giuseppe Conte

Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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