San Michele, un culto antico e stratificato nelle terre del Cilento

San Michele, un culto antico e stratificato nelle terre del Cilento

San Michele Arcangelo vanta una tradizione antichissima nel Cilento e negli immediati suoi dintorni. Ne è conferma nei luoghi che conservano interessanti pagine che ci raccontano del suo culto fin dati tempi più antichi. Basti pensare alle celeberrime grotte di Pertosa che portano proprio il nome di ‘Grotte dell’Angelo’ in onore di San Michele. La devozione si addensa nei secoli restituendo contesti che talvolta appaiono secondari ad una lettura fugace o poco profonda.

San Mchele, Rutino (SA)
San Michele, Rutino (foto Clau Arrieta)

San Michele nel ‘Cilento Antico’

Prima dell’elevazione a parrocchia della chiesa di Santa Maria del Paradiso, Laureana Cilento aveva come riferimento spirituale l’antico convento di San Michele. Alle pendici del Monte Stella – un tempo ‘Monte Cilento’ – anche Acquavella (Casal Velino) si pone sotto la protezione all’Arcangelo. Il paese si è sviluppato proprio intorno alla sua chiesa. Luogo simbolo, poi, per il culto di San Michele, è Rutino poiché, in tempi relativamente recenti, alle celebrazioni ha affiancato la ormai ben nota rappresentazione del ‘Volo dell’Angelo’. Si tratta di un dramma diviso in due atti che si svolge nella piazza del paese intervallando la consueta processione. Una tradizione che si ripete la seconda domenica di maggio, giorno in cui la comunità celebra la festività patronale. Per l’occasione a Rutino giungono tanti cilentani che puntando gli occhi al cielo, assistono al simbolico duello fra ‘il bene e il male’ in cui San Michele sconfigge il diavolo.

San Michele: Sant'Angelo a Fasanella, grotta-santuario
Sant’Angelo a Fasanella, grotta-santuario

Le ‘grotte dell’Arcangelo’

Ai margini del Cilento i luoghi consacrati all’Arcangelo sono diversi e, alcuni di loro, conservano la peculiarità della grotta. A Valle dell’Angelo, in località ‘Costa della Salvia’ si trova la cavità che, nei tempi passati, venne dedicata a San Michele. Si tratta di un luogo molto suggestivo che, fra le sue rocciose pareti, conserva l’eco di vecchie leggende, di cui se ne conserva ancora memoria tra gli abitanti del posto. La forte devozione fu probabilmente il motivo decisivo che diede il nome a questo angolo di territorio che ne assunse così identità perenne: Valle dell’Angelo per l’appunto. Lo stesso può dirsi per Sant’Angelo a Fasanella. Quest’ultimo, poi, vanta una grotta-santuario di estrema importanza religiosa e paesaggistica: non a caso il complesso rupestre è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Vi si accede tramite un grande portale che conduce nei suoi incantevoli androni impreziositi da importanti testimonianze artistiche.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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