Laurino, ‘Sant’Elena di Maggio’: storia e memorie di una grande devozione

Laurino, ‘Sant’Elena di Maggio’: storia e memorie di una grande devozione

Un tempo Sant’Elena a Laurino usciva in processione in ognuna delle quattro stagioni. Negli anni sono state istituite almeno quattro festività: a gennaio, a maggio, ad agosto e ad ottobre. Oggi restano attive due storiche ricorrenze: quella estiva e quella primaverile. Quest’ultima, in particolare, risuona come Sant’Elena di Maggio, un appuntamento molto sentito e partecipato. Sono vive le memorie di quando durante tutta la notte giungevano compagnie armate di ‘cénte e stendardi’ da ogni parte dell’antica Lucania. Una grande devozione animava i lunghi cammini ricompensati dall’incontro con la giovane anacoreta: Santa Lena per i cilentani.

Sant’Elena, una possibile contestualizzazione storica

Secondo la tradizione Sant’Elena nacque a Laurino intorno al VI secolo, ma non vi sono riferimenti storici che rendano accettabile questa datazione. Questa situazione, soprattutto nel Novecento, ha spinto alcuni studiosi a compiere nuove indagine secondo le quali, la nascita di Sant’Elena, debba ascriversi tra l’VIII e il IX secolo. Tale periodizzazione, relativamente più moderna, risulterebbe maggiormente veritiera se si sovrappone alla storia della stessa Laurino. Le prime notizie su questa antica città, infatti, risalgono al X secolo. Proprio questo quadro incerto ha probabilmente impedito di tracciare un’adeguata biografia che, di conseguenza, rende difficile anche la pagina agiografica. Tutte queste ragioni, come è facilmente intuibile, hanno spinto, nel corso dei secoli, i devoti ad affidarsi alla leggenda.

Laurino, Sant'Elena
Sant’Elena (foto R. Pesce)

Sant’Elena, da Laurino alla grotta di Pruno

Si racconta che ‘Elena’ sia stata una fanciulla di innata bellezza sia esteriore che interiore. Proprio questa sua virtù, però, portò al distaccamento dalla famiglia, costringendo la giovane a vivere in assoluto eremitaggio. Le memorie popolari, chiaramente affidate all’oralità, ci dicono che Sant’Elena subiva ingiustamente maltrattamenti. L’invidia e le maldicenze impedirono alla giovane anacoreta di restare nella sua Laurino e, incamminatasi per la montagna, trovò riparo in una grotta dove poté dedicarsi alla preghiera. Questa cavità, oggi riconosciuta come il luogo dove Sant’Elena trascorse i suoi ultimi anni di vita terrena, è meta di un piccolo pellegrinaggio il 29 giugno.

Laurino, le reliquie di Sant’Elena

Al di là di ogni possibile datazione storica il legame fra i laurinesi e Sant’Elena è molto forte. Tuttavia, le sue reliquie, fecero ritorno nella terra natia solamente in tempi relativamente recenti. Giunsero in paese nel 1882 e da quel momento riposano nella cripta della meravigliosa collegiata di Santa Maria Maggiore. In questo caso il riferimento temporale è preciso e veritiero, ma come si conviene in tutti quelli eventi di grande importanza, anche in questo spazio ha trovato posto la leggenda. Si racconta, infatti, che le spoglie di Sant’Elena furono contese fra Laurino e Valle dell’Angelo (all’epoca Piaggine Sottane). Messe su un carro di buoi, laddove la via si diramava, le bestiole si diressero verso Laurino, ponendo fine alla disputa.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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