Santa Caterina, nel Cilento tra cultura popolare e pietà religiosa

Santa Caterina, nel Cilento tra cultura popolare e pietà religiosa

Santa Caterina d’Alessandria, soprattutto in passato, ha rivestito un ruolo apicale fra i culti presenti nel Cilento. Ne resta testimonianza nelle tracce architettoniche e iconografiche e, soprattutto, nella cultura popolare.

La proverbialità

“Come Catarenea accussì Natalea” recita il noto proverbio alludendo chiaramente alle condizioni climatiche; tra l’altro, questo detto, è fra i più celebri in assoluto. Del resto i proverbi che richiamano le condizioni climatiche sono i più vivi nella cultura del Cilento. Andando ad analizzarne i significati, poi, si è verificato che le ipotesi di interpretazione non hanno fondamenti logici, almeno per quanto riguarda l’interpretazione letterale. La pretesa di avere le stesse condizioni a Santa Caterina il 25 novembre e a Natale il 25 dicembre non ha alcun riscontro scientifico. La proverbialità, però, non si esaurisce qui. “A Santa Catarina ngoppula e camina” fa parte da tempi remoti del patrimonio immateriale del Cilento. Il significato dovrebbe essere: “per Santa Caterina aumenta il passo” probabilmente perché le giornate si sono accorciate o perché bisognava apprestarsi alla semina del grano essendo la ricorrenza posta quasi alle soglie dell’inverno.

Perito, chiesa di Santa Caterina
Perito, chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (foto Giuseppe Conte)

Santa Caterina, un culto plurisecolare

La storicità di Santa Caterina d’Alessandria presenta lacune temporali considerando che, come per molti protomartiri e martiri dei primi secoli cristiani, le notizie sono scarne, spesso contenute in pochi riferimenti. Quel che è certo è che il culto di Santa, nota anche come “del Monte Sinai” diventa popolare solamente a partire dal IX secolo e si diffonde in modo abbastanza capillare pure nel Cilento. Le testimonianze architettoniche, a tal riguardo, non sono molte, ma l’iconografia rimarca una forte devozione che, accettabilmente, matura in diverse realtà del territorio e se ne conserva ancora viva memoria. Nella toponomastica compare con frequenza considerando la sua valenza in ambito agropastorale, una valenza scandita dalla proverbialità poc’anzi esposta.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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