Sant’Angelo a Fasanella: l’eterna bellezza di San Michele
La ricorrenza patronale in questo antico centro degli Alburni richiama una fede forte ancorata alla storia del luogo. A maggio e a Settembre San Michele testimonia una antica devozione.
Sant’Angelo a Fasanella
Il nome deriva dall’unione degli antichi insediamenti di Sant’Angelo e Fasanella, quest’ultimo distrutto durante il dominio di Federico II di Svevia, evento del quale permane ancora memoria storica. L’abitato risulta tradizionalmente articolato in tre rioni distinti, denominati “Sopra la terra”, “Dentro la terra” e “Sotto la terra”, che testimoniano l’antica organizzazione urbanistica del centro. Tra le principali emergenze architettoniche si distinguono il Castello Baronale e la Chiesa di Santa Maria Maggiore, ai quali si affiancano numerosi edifici storici disseminati lungo il tessuto urbano. Oltre Piazza Ortale sorge il convento francescano, mentre ai margini del paese è situata la chiesa della Madonna della Pinna. Alla rilevanza storica del luogo si associa inoltre il valore paesaggistico delle sorgenti dell’Auso, da cui origina il torrente Fasanella.

La straordinaria bellezza che discende dalla montagna…
Sulla cima di Costa Palomba a 1125 m s.l.m., un valoroso guerriero veglia su queste terre: è l’Antece. La figura è completamente intagliata nella pietra ed è posizionata su un piccolo pianoro roccioso; non si conosce la sua storia che rimane in buona parte avvolta dal mistero. Pronto a difendersi con il suo scudo ed a mano armata, in silenzio sembra voler proteggere la montagna. Secondo alcuni studi, l’origine è da ricercare tra il V e il IV secolo a.C.. Per la sua singolarità l’Unesco l’ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Lo stesso è accaduto per la celebre ‘Grotta di San Michele’, un prezioso Santuario rupestre che contempla una genesi dalla millenaria.

San Michele
Al complesso carsico si accede tramite un grande portale che conduce agli spazi interni. Varcata la soglia d’ingresso ci accoglie la spettacolarità del posto che, nei secoli, si è impregnata di spiritualità. Difficile stabilire il periodo in cui questa cavità venne adibita a luogo di culto. Qui si stanziarono probabilmente piccole comunità monastiche, fra cui quella dell’ordine dei benedettini. Nel corso del tempo sono state edificate diverse opere murarie, fra le quali si notano l’altare seicentesco sormontato dalla possente statua marmorea dell’Arcangelo Michele. Della stessa pregevole fattura sono anche altri ornamenti fra cui un pozzo e il pulpito. L’8 maggio si celebra la festività patronale e questo caratteristico angolo posizionato nelle viscere degli Alburni, accoglie, seguendo una tradizione plurisecolare, devoti pellegrini.
