San Mauro, a Capizzo la montagna si illumina
Alla vigilia di San Mauro la montagna si illumina al chiar di tante piccole focare.E’ una tradizione antica con cui Capizzo si mostra al suo protettore.
Capizzo
Il paese, situato alle pendici del Monte Faito, si trova su un’importante direttrice viaria che collega due storici baluardi difensivi: Magliano e Monteforte. Il nome “capo-pizzo”, probabilmente, indica proprio il confine territoriale di queste antiche giurisdizioni amministrative e, in epoche diverse, ha segnato l’estremità della baronia di Novi e forse anche del Cilento. L’abitato è diviso in due dalla via principale e nella parte meridionale si trova la chiesa di San Fortunato. Nella zona opposta, invece, Capizzo si sviluppa come un piccolo agglomerato di case a cui si accede passando sotto un arco in pietra che valorizza il contesto architettonico. Seguendo la stessa via ci si incammina verso il sentiero che conduce al suggestivo santuario rupestre dedicato a San Mauro Martire.

San Mauro e San Fortunato
Capizzo custodisce una tradizione unica, nella quale la devozione popolare ha seguito un percorso diverso rispetto alla titolazione della chiesa parrocchiale. Sebbene la parrocchia sia dedicata a San Fortunato, patrono del paese, nel tempo gli abitanti hanno riconosciuto San Mauro loro principale punto di riferimento e vero protettore della comunità. Attorno alla sua figura si sono sviluppati racconti e leggende tramandati di generazione in generazione, ancora oggi parte integrante dell’identità locale. Tra le storie più note vi è quella della pietra incavata che si incontra lungo il sentiero diretto al Santuario di San Mauro. Secondo la tradizione, gli abitanti tentarono di portare la statua del santo nel centro abitato, ma, giunti nei pressi della pietra, essa divenne improvvisamente così pesante da rendere impossibile il trasporto. Interpretando il fatto come un chiaro segno della volontà del santo, i fedeli decisero di riportare la statua nel Santuario.

I focari e la devozione a San Mauro
La devozione dei capizzesi si esprime in un contesto culturale che valorizza l’identità dell’intera comunità. Una piccola fiera anticipa la festività il 9 luglio che, per il giorno di vigilia, cede il posto a una spettacolare tradizione: quella dei focari. Disposti sulle guglie della montagna che fanno da corona al santuario rupestre, illuminano la notte in attesa dell’alba. Il mattino seguente i fedeli in pellegrinaggio raggiungono il Santuario. Il corteo è capeggiato dalle caratteristiche cénte che evocano con grande fascino quel profondo sentimento di rispetto e riconoscenza verso il proprio Santo patrono.

