Ostigliano, la ricorrenza della Madonna tra storia e devozione

Ostigliano, la ricorrenza della Madonna tra storia e devozione

La chiesetta popolarmente riconosciuta come ‘Madonna di Loreto’ si trova ai margini della vallata laddove la Jumaredda confluisce nel fiume Alento. La presenza di un santuario mariano tra le campagne di Ostigliano è giustificata dalla leggenda, l’involucro secolare che custodisce l’origine della pratica del culto verso la Vergine Maria. Escludendo i resoconti delle visite pastorali, che documentano l’esistenza di una piccola chiesa dedicata alla Madonna in questo luogo, le notizie di cui disponiamo sono veramente scarne.

Cappella della Madonna, Ostigliano
Cappella della Madonna, Ostigliano (foto Giuseppe Conte)

La cappella

La chiesetta in cui oggi è custodita l’immagine della Madonna non ha una genesi remota. Fu edificata sul fine degli anni 40’ del Novecento in sostituzione dell’antico sacellum costantemente minacciato dal vallone sottostante. La Jumaredda, infatti, più volte ne aveva minato la stabilità. Per lunghi periodi si era ovviato con la costruzione di un muretto, ancora visibile, voluto per arginare le acque. Tuttavia, nella prima metà del secolo scorso, si decise comunque di costruire una nuova cappella. Restano visibili i ruderi della struttura originale; si conserva la parte retrostante in cui è riconoscibile l’abside che al suo interno presenta la nicchia che custodiva l’immagine della Vergine. Anche parte delle mura perimetrali e della pavimentazione in pietra viva sono ancora visibili. La nuova chiesa, invece, più sobria, è posta poco più a monte e ha un diverso orientamento, ma nella riedificazione si ebbe l’accortezza di riprodurre l’abside.

Statua della Madonna, Ostigliano
Statua della Madonna, Ostigliano (foto Giuseppe Conte)

Tre statue

L’immagine della Vergine presente nella cappella è una tipica scultura rurale. È senza dubbio di una classica ‘Madonna di pietra’ ovvero una di quelle immagini che venivano commissionate e realizzate direttamente sul posto, in modo da ancorare materialmente e spiritualmente la Madre Celeste al territorio. In paese, invece, la statua della ‘Madonna del Rito’ era conservata nella chiesa madre. Purtroppo è stata trafugata agli inizi degli anni ‘80 del Novecento. Si trattava di un’opera di pregevole fattura soprattutto per la presenza di un particolare vestiario che presentava delle singolari balze rosse intervallate da lineamenti dorati. Nell’immediato il paese si mobilitò per l’acquisto di una nuova statua. Questa volta di carnagione scura e con la tipica dalmatica che richiama l’iconografia più comune della Madonna di Loreto. Subito dopo furono donate anche due nuove corone, un gesto di riconoscenza come i tanti ori votivi offerti nel corso dei secoli.

Statua della Madonna, Ostigliano
Antica Statua della Madonna, Ostigliano

Ostigliano, la festività della Madonna

La festività della Madonna del Rito o, comunemente ‘di Loreto’, a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso, si celebra il 18 agosto. In passato, invece, la ricorrenza non aveva una data fissa e si teneva la quarta domenica dello stesso mese. Si tratta di un’eredità culturale che abbraccia le consuetudini tipiche del Cilento. Infatti, ogni comunità dell’antico ‘Stato di Gioi’ e delle ‘Terre’ vicine, almeno fin dagli anni ‘40 del Settecento, aveva fissato la propria festività patronale nella seconda parte dell’estate. Ciò è dovuto a molteplici esigenze dettate dalla storia e dalla cristianità, ma di questo parleremo in un’altra occasione. La devozione popolare si esprime con il tradizionale pellegrinaggio che all’alba si muove dalla chiesa parrocchiale fino alla cappella situata nei pressi del fiume. Un tempo vi affluivano pellegrini anche da Cicerale, avallando i racconti della vecchia leggenda che ancora oggi riecheggia nelle memorie locali.

Ruderi cappella, Ostigliano
Ruderi cappella della Madonna, Ostigliano (foto Giuseppe Conte)

Per approfondire la storia della Madonna ad Ostigliano clicca qui.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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