Laureana Cilento, tradizione e devozione: la Madonna dell’Acquasanta

Laureana Cilento, tradizione e devozione: la Madonna dell’Acquasanta

Celebrare la ricorrenza della Madonna il martedì di Pentecoste è una prassi molto diffusa che insite ancora in diverse realtà del meridione d’Italia. Anche nel Cilento si conservano diversi casi, tra cui, uno dei più noti riguarda certamente la festività della Madonna dell’Acquasanta che si celebra a Laureana Cilento. Infatti, proprio due giorni dopo la domenica di Pentecoste, si svolge la plurisecolare celebrazione in onore della Vergine in un angolo remoto dell’antica Lucania. Le celebrazioni si tengono nel santuario posto nella vallata che separa i territori di Laureana da quelli di Torchiara. Si tratta di una zona che, fino alla metà del secolo scorso, era piuttosto frequentata poiché vi si trovava un piccolo scalo ferroviario che garantiva le comunicazioni con i principali centri provinciali.

Laureana Cilento: la Madonna dell’Acquasanta: storia e leggenda

Da un punto di vista storico, stando agli studi effettuati nel corso del tempo, questo luogo poteva considerarsi il confine naturale del ‘Cilento Antico’. Tra l’altro, il torrente che scorre nei pressi del santuario, oltre a fungere da spartiacque, ha dato il nome alla chiesa, traendo origine dalla leggenda. Secondo i racconti popolari, effettivamente, la fortuna spirituale di questo luogo ebbe vita proprio grazie alla presenza di una sorgiva ritenuta dalle proprietà miracolose. Ancora oggi, dal pozzo ora inglobato nel complesso religioso, nel giorno della festa si attinge acqua, affidandosi alla benevolenza della Vergine Maria. Esaminando il contesto tenendo in considerazione solamente i parametri storici, invece, emerge una datazione incerta circa la fondazione. Pur volendo analizzare le architetture che costituiscono il complesso, risulta piuttosto difficile risalire ad un periodo più o meno certo. Le vicende che hanno caratterizzato il santuario del resto non sono del tutto decifrabili.

Il complesso e le sue architetture

A questo, poi, si aggiunge l’architettura che, negli anni, ha subito importanti rifacimenti, ma non a livello perimetrale mantenendo i contorni e la sobrietà. Basti pensare che, solamente tra il XVII e il XX secolo, gli interventi di restauro sono stati diversi. Ognuno di loro, come è facile immaginare, ha apportato apprezzabili abbellimenti ed ora la chiesa si presenta stratificata sotto questo aspetto grazie soprattutto alla devozione popolare che ha permesso di rendere sempre più prezioso il santuario. Nonostante questo, però, va sottolineato come la Madonna dell’Acquasanta si presenti con linee semplici ed essenziali, special modo all’esterno dove si trova il campanile in pietra che, con il colore vivo della sua materia, s’incornicia armoniosamente nel paesaggio circostante. Dunque, il santuario, allo sguardo fugace di un visitatore appare come una modesta e graziosa chiesa di campagna. L’interno, però, mostra orgogliosamente il suo vissuto. Dal portone d’ingresso si accede all’aula e al presbiterio.

L’antico pozzo

Elemento dominante è l’affresco centrale che ritrae la Madonna col Bambino con ai lati San Giuseppe e Santa Lucia. Nel presbiterio, inoltre, si colloca l’antico pozzo in marmo, da cui nasce la leggenda, che reca la data del 1652. Varcata la soglia d’ingresso viene d’istinto puntare lo sguardo verso l’alto: all’occhio non sfugge l’interessante intreccio del soffitto a cassettoni, uno degli elementi di decoro che meglio conferiscono importanza a tutto il santuario.

Il XX secolo

Un grande intervento materiale poi si è avuto tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo quando alla Madonna dell’Acquasanta venne donata una statua che, da quel momento, sarà portata in processione nel giorno della festività. Negli anni a seguire ancora una volta si intervenne regalando alla Vergine anche un nuovo abito e due corone per il capo della Madre Celeste e di Gesù. Negli anni ‘90, però, prima la statua del Bambinello e le due corone, e poi l’immagine stessa della Madonna, sono state trafugate, privando, di fatto, questo luogo dei sacrifici di un popolo devoto. Ciò nonostante le celebrazioni del martedì di Pentecoste sono ogni anno molto partecipate lasciando inequivocabilmente intuire la forte spiritualità dell’Acquasanta.

Laureana Cilento, Madonna dell’Acquasanta 2022

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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