San Turibio, storia e devozione a Cannalonga

San Turibio, storia e devozione a Cannalonga
San Toribio, Cannalonga (foto Giuseppe Conte)

Cannalonga riconosce come proprio patrono Toribio Alfonso de Mogrovejo, noto localmente come Turibio, sin dalla prima metà del XVIII secolo. Tuttavia, la proclamazione ufficiale del patronato avvenne soltanto circa due secoli più tardi, alla fine degli anni Trenta del Novecento. Le celebrazioni religiose, fino a pochi decenni fa, si tenevano in due momenti dell’anno: a marzo, memoria liturgica, e a settembre in concomitanza della storica fiera in forma votiva.

San Toribio patrono della comunità

Nel 1938, come ricorda la lapide commemorativa custodita nella Chiesa di Santa Maria Assunta, venne formalizzato il riconoscimento ecclesiastico. L’iscrizione riporta che Sua Santità PP XI con rescritto della S. C. R. del 5 Gennaio 1938 N. C. 138 937 proclamava e confermava Celeste Patrono e Protettore di Cannalonga SAN TORIBIO ALFONSO MOGROVEJO Arcivescovo di Lima che il popolo con viva fede il 23 marzo 1738 plebiscitariamente tale lo aveva invocato. Tale testimonianza epigrafica attesta il radicamento storico della devozione popolare e la sua successiva ufficializzazione da parte dell’autorità ecclesiastica.

Cannalonga, lapide nella chiesa parrocchiale
lapide che ricorda l’elevazione di San Toribio a patrono di Cannalonga (foto Giuseppe Conte)

Da Sant’Onofrio a San Toribio

Nel contesto religioso di Cannalonga appare evidente il profondo rispetto che accompagnò l’introduzione del culto di San Toribio. Pur assumendo il titolo di patrono precedentemente attribuito a Onofrio l’Anacoreta, il nuovo culto non soppiantò quello preesistente, ma vi si affiancò armonicamente. Tale coesistenza testimonia la profondità della devozione popolare e la capacità della comunità di integrare nuove espressioni di fede nel rispetto della tradizione. I cannalonghesi conservarono infatti una viva venerazione per Sant’Onofrio, cui dedicarono anche un luogo di culto sul vicino rilievo montano. San Toribio, appartenente a una famiglia nobile spagnola, nacque nella prima metà del XVI secolo e concluse la propria esistenza in Perù agli inizi del secolo successivo, dove svolse la sua missione pastorale dopo la nomina ad arcivescovo di Lima. Solo in epoca relativamente recente egli fu proclamato patrono della comunità, che fino ai primi decenni del XVIII secolo aveva riconosciuto in Sant’Onofrio il proprio principale protettore. ✨

Cannalonga
Cannalonga, la piazza (foto Giuseppe Palladino)

Storia e tradizione

Nel panorama devozionale di Cannalonga emerge con chiarezza come all’antico culto di Onofrio l’Anacoreta si siano progressivamente affiancate altre figure di riferimento religioso. Accanto al patrono più recente, Toribio Alfonso de Mogrovejo, assume particolare rilievo anche la devozione verso Lucia di Siracusa, la cui ricorrenza occupa un posto significativo nella tradizione locale. Non meno importante è il culto della Madonna del Carmine, anch’esso profondamente radicato nella comunità. Situato ai piedi del Monte Gelbison e a breve distanza da Vallo della Lucania, il centro di Cannalonga, di origine antica, è noto anche per la storica Fiera della Frecagnola, manifestazione plurisecolare tra le più longeve del territorio. Il visitatore è accolto dall’ampia Piazza del Popolo, su cui si affacciano il Palazzo Ducale e la chiesa parrocchiale, custode delle immagini dei due santi particolarmente venerati dalla comunità.

San Toribio, 23 marzo 2026
San Toribio, 23 marzo 2026

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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