San Pasquale Baylon: Stio celebra la festività patornale
Stio si trova laddove nasce l’Alento che ha le sue sorgive nei pressi di Gorga. Questo luogo ha una storia certamente millenaria e conserva tradizioni secolari. La festa di San Pasquale, che deriva da un culto introdotto alcuni secoli fa in paese, rappresenta l’apice della cristianità per la comunità locale.
Stio, fede e devozione
Il patrimonio storico-religioso di Stio ha una consistenza notevole. Basti pensare alle sole testimonianze architettoniche che ancora oggi sono ben visibili per rendersi conto della portata. Ai margini dell’abitato si trova la chiesetta di Santa Maria della Croce; ha una storia quasi certamente millenaria e, probabilmente, rappresenta l’eredità culturale lasciata dai monaci basiliani. Era un luogo molto frequentato dai pellegrini poiché vi si custodiva una reliquia della “Santa Croce”. E in questo contesto nacque e si sviluppò il più antico e accorsato mercato del Cilento: la fiera della croce. Sempre da un punto di vista cristiano, la dimostrazione che questo posto sia stato meta di greci, si palesa pure nella titolazione della cappella di Santa Sofia, una volta importante riferimento spirituale per il casale, special modo in occasione di epidemie di peste, un male tanto temuto dal popolo che spesso si rivolgeva proprio alla martire per chiederne la cessazione.

San Pasquale a Stio: una devozione dal 1730
La devozione verso San Pasquale iniziò a diffondersi tra gli abitanti di Stio agli inizi del Settecento. In un primo momento i fedeli pregavano davanti a un altare situato nell’antica chiesa parrocchiale, dove si trovava un dipinto dedicato al santo. Con il passare del tempo, l’affetto della popolazione crebbe così tanto da spingere gli stiesi ad acquistare anche una statua. Questa venne sistemata prima nella vecchia chiesa e successivamente trasferita nella nuova parrocchia. Secondo la tradizione, la statua arrivò in paese nell’ultima domenica di agosto e proprio per questo motivo ancora oggi la processione principale si svolge in quella data. La celebrazione fu istituita nel 1730. La festa del 17 maggio, giorno dedicato al santo, in passato veniva vissuta soprattutto dal punto di vista religioso e solo più tardi fu accompagnata dalla processione. Anticamente la celebrazione era resa ancora più suggestiva dalle “centé”, canestri pieni di grano portati accanto alla statua durante il corteo.