Ascensione nel Cilento, riti e tradizioni: il “dono del latte” e l’erba “della Madonna”
Ascensione è il nome popolare dato all’ascesa al cielo di Gesù (per il 2026 giovedi 14 , ma ormai posticipata alla domenica successiva). Segna il momento in cui il Salvatore ritorna alla ‘Casa del Padre’. Nel cuore del Cilento, la festa dell’Ascensione era un momento carico di spiritualità e antichi gesti comunitari, in cui fede cristiana e tradizioni contadine si intrecciavano profondamente. In questo giorno speciale i pastori compivano il “dono del latte”: il latte munto dal gregge veniva offerto a più bisognosi, ai vicini, ai passanti, senza essere trasformato in formaggio, come segno di condivisione e beneaugurio. Con quel latte si preparavano i tagliolini, una pasta semplice e povera, cotta direttamente nel latte caldo, simbolo di abbondanza e purezza. Accanto ai riti della tavola sopravviveva anche una pratica legata alla devozione popolare: la raccolta dell’“erba della Madonna”, pianta considerata protettiva, che veniva appesa alle porte delle case e delle stalle come amuleto contro il male e le disgrazie. Tradizioni che raccontano l’anima autentica del Cilento rurale….
Il dono del latte
Nonostante i cambiamenti della società abbiano modificato molte antiche tradizioni, l’Ascensione continua ad avere un ruolo importante nel Cilento. Questa festa è ancora legata alla vita contadina e pastorale e conserva alcune usanze tramandate nel tempo. Anche se le celebrazioni religiose vengono spesso spostate alla domenica successiva, l’Ascensione mantiene aspetti più antichi che la rendono speciale. Tra questi c’è il “rito del latte”, una tradizione molto significativa che ancora oggi viene ricordata e praticata. In molti casi si tratta di una rievocazione simbolica, fatta per non perdere la memoria delle usanze del passato. Nonostante il passare dei secoli e i cambiamenti culturali del mondo moderno, questo rito continua a sopravvivere. Pur adattandosi ai tempi attuali, conserva il suo significato originario e la sua forma più antica. Ancora oggi viene considerato un gesto importante, conosciuto come il “dono del latte”, simbolo di condivisione e tradizione.

La tradizione dei tagliolini
Secondo una credenza antica, il latte munto nel giorno dell’Ascensione non dovrebbe essere impiegato per la produzione del formaggio. Questa consuetudine sembra risalire addirittura al mondo greco, prima di diffondersi nell’Italia meridionale e nel Cilento. Per questa ricorrenza si preparavano i “tagliolini nel latte”, una pietanza semplice ma profondamente legata alla festività. Con il trascorrere del tempo, questo alimento è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’Ascensione e potrebbe avere origine nell’antica Lucania, territorio storico che comprendeva anche le attuali zone cilentane. Oggi questa ricetta è considerata una testimonianza del passato, ma continua a essere servita soprattutto nei paesi caratterizzati da una forte tradizione pastorale. Tuttavia, gli aspetti tipici della celebrazione non si limitano alla cucina. Accanto alle abitudini alimentari, esistono altri elementi ricchi di significato, come la cosiddetta “erba della Madonna”, ancora oggi presente nella cultura e nella memoria popolare del territorio.

L’erba della Madonna: amuleto e portafortuna
Alla solennità dell’Ascensione si accosta l’erba della Madonna, o meglio, alcune piccole piante grasse che crescono spontaneamente soprattutto tra le fessure dei muri. Secondo la tradizione, l’erba della Madonna o dell’Ascensione per l’appunto, funge da amuleto tra le pareti domestiche. Per antica tradizione alcuni rami, per questo giorno, venivano appesi alla porta di casa. Si tratta di una consuetudine piuttosto diffusa nel Cilento, specialmente in passato, ora, invece, si rievoca solo in ristretti contesti, come in occasione della Madonna a Sant’Angelo a Fasanella. Secondo altre interpretazioni veniva appesa sul letto dalle giovani donne per augurarsi fertilità oppure sui davanzali per scacciare i malefici dalla propria famiglia. Tutte queste accezioni sono accomunate dalle proprietà di questa pianta che, di mistico e miracoloso, ha una particolare caratteristica: anche se recisa può continuare a vivere e far sbocciare i propri fiori. Sarà questo il segnale di ‘buon auspicio’.