Santa Lucia nel Cilento: storia, tradizioni e credenze popolari

Santa Lucia nel Cilento: storia, tradizioni e credenze popolari

Santa Lucia, popolarmente, è riconosciuta patrona della vista. Proprio questo patronato ha determinato, nel corso dei secoli, una fede sempre crescente e mai in declino. Nel Cilento riaffiora in numerosi paesi, alcuni dei quali conservano autentiche peculiarità. Per esempio, a Magliano Vetere, la terza domenica di settembre si raggiunge il suggestivo santuario rupestre posto alle spalle dell’abitato. A Laurino, invece, la festività interessava il rione Fontana con le caratteristiche fanoje (focari), mentre Sacco ha sempre mostrato una grande devozione nei confronti di Santa Lucia.

La “cicciata” di Santa Lucia

È piuttosto diffusa l’usanza di preparare una zuppa in occasione della ricorrenza del 13 dicembre; è una consuetudine presente nel Cilento, ma anche in diverse località del salernitato. Si tratta di una tradizione apparentemente dalla genesi antica, ma, tuttavia, per certi aspetti è priva di contenuti storici. Spesso porta il nome di “cicciata” ma non custodisce lo stesso significato che, invece, ritroviamo in occasione del 1 maggio e del 1 novembre. Per Santa Lucia, infatti, quasi certamente si tratta di una erronea interpretazione che riconduce agli occhi, per antonomasia emblema della giovane martire. L’etimologia, dunque, potrebbe avere origine proprio da questo accostamento; in tal caso, quella che a noi è giunta come “cicciata” altro non è che un riferimento alla vista. Accettabilmente è plausibile che si consumasse una zuppa per proteggersi “spiritualmente” dalla cecità. Fuori dai confini cilentani diventa anche cuccìa ed è un dolce tipico nel meridione.

Santa Lucia Vergine e Martire
Santa Lucia (foto Angelo Giuseppe Grambone)

Fiere, mercati e devozione

Una mappatura dei luoghi che custodiscono le memorie di Santa Lucia nel Cilento, risulta appetibile non solo per l’assetto cristiano, ma soprattutto per il forte richiamo socio-economico fiorito in passato. La festività del 13 dicembre, infatti, è stata spesso accompagnata da una fiera giustificata dal forte richiamo cristiano. Basti pensare che la più nota delle fiere esistita nel territorio, quella della Frecagnola che ora si svolge a settembre a Cannalonga, in origine portava il nome di Santa Lucia e si teneva nei giorni prossimi alla ricorrenza. Anche la fiera di Santa Lucia nell’omonima frazione ci Sessa Cilento, ha rivestito un ruolo cardine nel panorama devozionale ed economico della zona. Ha avuto però sorti diverse: con l’istituzione della “fiera dell’Immacolata” al capoluogo, viene gradualmente soppressa, ma il paese resta un forte attrattore cristiano. Monte Cicerale, invece, pur essendo un piccolissimo casale, mantiene ancora la sua storica fiera nel giorno di vigilia.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 5 =

error: Content is protected !!