Cardile, San Rocco nella ricorrenza votiva di dicembre

Cardile, San Rocco nella ricorrenza votiva di dicembre

CARDILE (GIOI, SA), 28-12-2019. San Rocco vanta una magna devozione. Soprattutto a partire dal Medioevo, quando diventa il Santo più invocato contro la peste. Egli stesso fu colpito dal morbo. Nei secoli successivi, il Santo da Montpellier accrebbe ulteriormente la sua popolarità fino a giungere nella sfera contadina. È progressivamente elevato a patrono degli animali e in seguito ci si affida per proteggersi dalle grandi catastrofi: oltre alla peste anche per i terremoti.

San Rocco, la devozione nel Cilento

Nel Cilento, come altrove, in seguito al contagio del 1656 sorsero numerose cappelle dedicate a San Rocco. Generalmente furono erette nei luoghi in cui venivano sepolti coloro che morivano per aver contratto la malattia. Ai margini degli abitati non solo per evitare ulteriori contagi ma anche come ‘baluardo difensivo spirituale’. Nel territorio vi sono numerosi esempi. Oggi, parte di queste chiesette risultano inglobate nel tessuto urbano pur mantenendo la loro storia di avamposto. Fino alla prima metà del XVII secolo, per proteggersi dalla peste ci si affidava ai culti più popolari. Solo con la tremenda epidemia che colpì in modo distruttivo il Regno di Napoli nella seconda parte dello stesso secolo, si ebbe una svolta decisiva sul patronato. San Rocco assume un ruolo cardine per contrastare il terribile male. Diverse realtà, pur non elevandolo a patrono della comunità stessa, concessero un grande ruolo devozionale al Santo da Montpellier.

Cardile, il paese
Cardile (foto Angelo D’Elia)

Tra fede e carestie

In pochi altri casi, la devozione in Cilento si manifesta in modo marcatamente diffuso come accade per San Rocco. E il moltiplicarsi delle ricorrenze tra la fine del 1600 e i secoli successivi, ne testimonia la grande valenza spirituale. Praticamente il suo culto può accomunare la quasi totalità delle parrocchia del Cilento. Tuttavia è doveroso ricordare come, per certi versi, in tempi moderni abbia potuto ridimensionarsi la sua festività. Rimane però presente e ben radicata nel territorio. Basti pensare alle numerose ricorrenze votive che ancora oggi insistono. Cardile ne costituisce un valido esempio e non è neanche un caso isolato. In memoria del cessato contagio, ad esempio, San Rocco è celebrato la terza domenica di febbraio ad Ostigliano. Lo stesso accade a Perdifumo.

San Rocco (foto Angelo D’Elia)

Cardile, San Rocco e le sue ricorrenze

Se a San Rocco ci si affida per le grandi calamità, non va dimenticato che il suo intervento è provvidenziale anche per la buona riuscita del raccolto, scongiurando le carestie. L’autunno è iniziato quando in ricordo di un’annata particolarmente abbondante per la produzione delle castagne, la statua esce in processione. Era la terza domenica di ottobre. Le memorie restituiscono San Rocco re li vaddani. Vi è poi il 16 agosto, quando è celebrato da tutte le chiese. Significativa e meritevole di attenzione è, invece, la ricorrenza invernale. Tra la fine del XIX secolo e la prima metà del successivo, Cardile chiede l’intercessione in più occasioni per salvare i bambini. La tradizione vuole che, dapprima fu invocato per proteggerli dal vaiolo e in seguito da un male che colpiva i denti. Così, a perenne ricordo, il 29 dicembre San Rocco è portato nuovamente in processione.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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