Cilento, ‘i fichi’ di San Giorgio nella letteratura popolare

Cilento, ‘i fichi’ di San Giorgio nella letteratura popolare

In Cilento l’economia novecentesca è stata caratterizzata dall’agricoltura. Le colture maggiormente diffuse sono quelle di sussidio in cui assumono rilevanza il grano e gli ulivi. I fichi, che insistono fin dai tempi dello sbarco dei greci sulle coste veline, benché fossero già rinomati ed apprezzati per le loro proprietà, sono considerevolmente rivalutati nel corso del secolo scorso. Oggi, infatti, rappresentano una tipicità straordinaria del Cilento.

Cilento, la proverbialità di San Giorgio

Si nun passa Giorgio e Marchetto vierno nun’è netto. Così s’inclina uno dei tanti proverbi meteorologici che, special modo in passato, scandivano la quotidianità dei contadini. La credenza popolare vuole che il confine fra inverno e primavera sia dettato dall’arrivo di due importanti ricorrenze cristiane nel Cilento. Le stesse vanno identificate nella festa di San Giorgio e in quella di San Marco. Come accade a gennaio per ‘i giorni della merla’ ritenuti dalla tradizione i più freddi dell’anno, a fine marzo si registrano ‘i giorni della vecchia’ che, sempre secondo la credenza popolare, favoriscono il ritorno del freddo. Su queste basi, probabilmente, affonda le sue radici anche questo modo di dire che ormai è poco diffuso fra i cilentani. La ricorrenza di San Giorgio, tra l’altro, vanta un altro detto popolare che, un tempo, andava ad incidere in modo significativo sull’economia locale: acqua si San Giorgio carestia di fichi.

Acqua di San Giorgio carestia di fichi

Questa volta ci troviamo ad analizzare un comportamento socio-culturale che si esprime in un linguaggio fortemente ancorato al panorama economico locale. La contestualizzazione in un Cilento agrario, poi, favorisce uno spaccato che si muove agevolmente almeno fino agli anni ‘70 del Novecento. Acqua di San Giorgio carestia di fichi è in dialetto locale diventa acqua re Santu Giorgio carestia re fico. Il significato è ben chiaro: se piove a San Giorgio il raccolto dei fichi sarà compromesso. In una interpretazione più ampia, dovrebbe far riferimento ai giorni intorno al 23 aprile. Facendo, invece, un’analisi a più stretto giro, allora si tiene presente la sola componente religiosa e in tal caso si dovrebbero puntare gli occhi al cielo e scongiurare la pioggia solo nella giornata in cui si festeggia San Giorgio. Sarebbe, a questo punto accettabile, che i contadini si affidassero a San Giorgio, in particolare a Cicerale, dov’è patrono.

Cilento - San Giorgio, Cicerale
San Giorgio, Cicerale (foto Loris Torrusio)

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa). Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È stato ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Dal 2020 scrive per il ‘Quotidiano del Sud’. Appassionato di gastronomia realizza volentieri anche articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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