San Rocco, il culto nel Cilento tra devozione e pietà popolare

San Rocco, il culto nel Cilento tra devozione e pietà popolare

San Rocco visse nel Trecento ed ebbe i natali in Francia. Da pellegrino raggiunse l’Italia dove soccorse gli appestati. Egli stesso fu contagiato dalla terribile malattia e per questo fin dal Medioevo divenne particolarmente popolare, diventando il Santo più invocato contro la peste. Nel Cilento il culto è presente in maniera piuttosto capillare, soprattutto a partire dalla seconda metà del 1600.

Cilento, il culto di San Rocco

La tremenda epidemia di peste che colpì fortemente il Meridione d’Italia nel bel mezzo del XVII secolo, portò i suoi effetti devastanti anche sul Cilento. Decimò gli abitanti di numerosi villaggi e, in alcuni casi, si registrano danni demografici ingentissimi. Fu allora che la popolazione rispose, in modo decisivo, invocando la protezione del Santo pellegrino. Il culto, seppur già presente, è stato interessato da una notevole crescita, tanto da portate il Santo da Montpellier ad imporsi su ogni altra figura cristiana che, fino ad allora, aveva assolto alle invocazione dei fedeli. La Madonna, sotto diversi titoli, ma anche numerosi taumaturghi come San Nicola, San Donato e Santa Sofia, furono quasi spodestati nelle loro ‘funzioni’ di ‘protettori contro la peste’. Il ruolo apicale, dunque, per contrastare epidemie e le conseguenti carestie, durante la seconda metà del 1600, passa quasi completamente nelle mani di San Rocco.

Perdifumo, interno della cappella di San Rocco
Perdifumo, interno della cappella di San Rocco

Baluardo di protezione

L’affidamento a San Rocco per scongiurare epidemie e carestie, dunque, è recepito dalla popolazione come una necessità anche materiale. Ecco che si edificano numerose cappelle, quasi tutte poste fuori dai centri urbani e, più precisamente, ai margini dell’abitato. Diventa un’esigenza per ‘contenere’ i contagi che tanto spaventarono il popolo indifeso. Secondo la tradizione, erano luoghi ben precisi. Vi si confinavano coloro che avevano contratto la malattia. Oggi, passeggiando nei piccoli centri, le cappelle consacrate al Santo da Montpellier appaiono semplici e modeste, ma trasudano i segni di una lunga storia. Non di rado la festività è nel tempo diventata la più importante del paese. A Galdo Cilento, una frazione collinare di Pollica, la festività di San Rocco è quella principale. Nella parte alta del paese si trova la cappella, mentre nella parte inferiore è situata l’antica chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola.

Cappella di San Rocco, Cardile (foto Carmine Rizzo)

Ricorrenze, tradizioni e processioni di penitenza

Invocato contro la peste, epidemie e carestie, è facile intuire come in passato il popolo abbia più volte sentito la necessità di chiedere aiuto al ‘Gran Santo’. Ecco perché oltre alla ricorrenza del 16 agosto, nel Cilento si registrano diverse festività votive. Si tratta di ‘processioni’ volute come ringraziamento. È il caso di ‘San Rocco di Penitenza’ che ancora resiste ad Ostigliano e Perdifumo nel mese di febbraio, o della processione del 29 dicembre a Cardile. Quest’ultima ha un denso significato. Più volte la piccola comunità, tra la fine dell’Ottocento e i decenni a cavallo della metà del secolo successivo, ha chiesto l’intercessione di San Rocco affinché salvasse i bambini prima dal vaiolo e poi da una malattia che colpiva i denti. Inoltre, Cardile, mostra riconoscenza per l’abbondante raccolto di castagne con una processione che si teneva la terza domenica di ottobre, popolarmente nota come ‘San Rocco re li vaddani’.

Ostigliano, cappella di San Rocco
Ostigliano, cappella di San Rocco (foto Giuseppe Conte)

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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