San Vito, nel Cilento il culto di un ‘martire lucano’ tra leggenda e devozione

San Vito, nel Cilento il culto di un ‘martire lucano’ tra leggenda e devozione

San Vito è tra le figure cristiane meglio rappresentate nel Cilento poiché, secondo la tradizione, subì il martirio sulle rive del Sele. Dalla pianura il culto è risalito rapidamente sulle colline, raggiungendo nel corso dei secoli le alture che l’hanno subito accolto nei loro scenari culturali. I segni della devozione sono ancora oggi percettibili e talvolta tangibili con il sopravvivere di antiche consuetudine che sottolineano la realtà sociale ed economica del Cilento.

San Vito nel Cilento: storia e devozione

Se contiamo gli altari che ricordano la memoria di San Vito ci accorgiamo facilmente di quanta risonanza abbia avuto il culto in tutta la diocesi di Vallo della Lucania. Limitandoci al perimetro del Cilento Antico è facile scorgere la valenza di una ricorrenza che risente fortemente del suo patrocinio; viene spesso considerato protettore degli animali e propiziatore del raccolto. Valle Cilento e Matonti rappresentano due punti di riferimento a riguardo. In molti casi rimane ancora viva l’usanza della benedizione dei pani e più raramente del bestiame. Ad Ostigliano era presente una chiesetta che, al suo interno, presentava San Vito insieme a San Modesto suo maestro e Santa Crescenzia sua nutrice. Un trittico che lascia intuire, ancora una volta, il profondo legame che il Cilento ha avuto con il giovane martire. Anche a Pellare è percettibile il culto che, una volta, ben si inseriva nel panorama devozionale di queste terre.

San Vito: tradizioni e riti propiziatori

Oltre la piana del Sele, dove troviamo importanti riferimenti legati alla figura di San Vito, appare quel Cilento fortemente ancorato alle sue tradizioni. Nella valle del Calore San Vito è patrono di Felitto che evoca le memorie del martirio nei pressi del fiume Pietra. In quel luogo sorge la cappella dedicata al martire lucano edificata nel XIX secolo. Fu eretta in sostituzione di un più antico tempio cristiano distrutto da un’inondazione. Per antica consuetudine, il 12 giugno, dal paese si raggiunge la chiesetta in processione. Il percorso di ritorno è scandito dall’usanza che racchiude l’essenza della ricorrenza stessa; si donano i ‘taralli’ che, oltre a raccontare metaforicamente l’importanza del frumento, diventano un rito propiziatorio con l’augurio di avere un prospero raccolto. Per la forte vocazione agricolo-pastorale, San Vito riecheggia in tanti piccoli centri montani della zona come Campora, Stio e Magliano Vetere ereditando i valori ancestrali di una fede forte.

San Vito Martire
San Vito Martire (foto Giuseppe Conte)

Lo scenario sociale ed economico

La ricorrenza di San Vito cade sul finire della primavera. Una collocazione temporale appetibile che ha consentito lo sviluppo di importanti momenti di scambio sociale ed economico. Su queste basi sono nate diverse fiere, come quella istituita nei primi del ‘700 a Felitto, che, inizialmente, ruotavano attorno al commercio del bestiame e delle produzioni agricole, sfruttando la peculiarità che caratterizza la figura del giovane martire. Considerando poi che giugno è il periodo maturo per la mietitura ed è ben noto come nei decenni scorsi il grano trainava l’economia del Cilento, ecco imporsi le fiere di ‘San Vito’ come potente occasione attrattiva. Un quadro florido che si è mantenuto attivo fino alla prima metà del secolo scorso, quando sostituendo meccanicamente le vecchie pratiche agricole è venuto meno quell’interesse lavorativo lavorativo e gli spazi destinati ai cereali iniziano a contrarsi insieme alle greggi che non hanno più i numeri di una volta.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte è nato ad Agropoli (Sa) nel 1982. Si laurea in Lettere con una tesi sul dialetto cilentano, una delle principali tematiche trattate nei suoi lavori. Giornalista pubblicista, coltiva la sua passione per la scrittura attraverso contribuiti soprattutto di carattere culturale. Si occupa di tradizioni, con particolare attenzione alla componente religiosa, tramite ricerche originali e personali. Racconta il Cilento attraverso fatti e memorie. È ideatore e gestore del blog cilentoitalia e dal 2019 di lineacilento.it. Appassionato di gastronomia realizza volentieri articoli di cucina. Per contatti: info@lineacilento.it

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